| MANHATTAN:
Fantauzzi M. 6, Bergamo 10,
Bolognese 8, Braida 5, Domanin
-, Bellomo n.e., Montagna 6,
Peracchia 21, Linzola -, Della
Penna n.e.
Coach: Mattarollo.
LUPARI:
Callagher 12, Tonello -, Biral
6, Stoppa 9, Pan 2, Costa 7,
Sbrissa -, Cignarale 13, Palliotto
9, Cottapan -.
Coach: Sinigallia.
ARBITRI:
Ferrante e Pantera di Pescara.
PARZIALI:
10-13; 25-28; 45-44.
SULMONA - Attesa da una partita
delicata, sette giorni dopo
la sconfitta di Porto Sant'Elpidio,
la Manhattan patisce un nuovo
passaggio a vuoto, questa volta
casalingo, ad opera della capolista
San Martino di Lupari. Puntando
sulla solidita difensiva, sull'abilità
balistica di Callagher e Cignarale
e sull'efficace rotazione delle
atlete, Sinigallia raccoglie
due punti importanti nell'economia
dell'alta classifica. La squadra
biancorossa scivola invece a
meno sei dalla vetta, e sarà
costretta, almeno nell'immediato,
a ricentrare i suoi programmi.
Ma soprattutto, sarà
chiamata a cambiare indirizzo
se vuole restare sulla scia
del gruppo che guida l'attuale
classifica. Certo, la vittoria
di stretta misura delle padovane
fotografa una gara equilibrata
ed incerta, ma la sconfitta,
come accade sempre, amplifica
difficoltà e incertezze
che vanno superate con il fattivo
contributo di tutti, nessuno
eccettuato. Mattarollo apre
la gara con Marta Fantauzzi
play e Montagna sotto canestro,
attorno alle quali giostrano
Bergamo, Peracchia e Bolognese;
l'allenatore veneto si affida
alle preziose Callagher, Biral
e Cignarale, concedendo la ribalta
iniziale a Stoppa e Palliotto.
La partenza delle ospiti è
quella delle formazioni di vertice,
e produce il parziale di 7 a
2 che la Manhattan prova a capovolgere
con i canestri di Bergamo e
Peracchia, arrivando al "meno
tre" col quale si chiude
il primo quarto. Stoppa e Costa
sono i due cambi efficaci a
cui attinge coach Senigallia,
che all'inizio del secondo quarto
inserisce di nuovo Callagher
e Biral per cercare l'allungo.
Il quintetto sulmonese, ancora
privo di Giulia Fantauzzi, ha
in Linzola e Braida le alternative
proposte con maggiore frequenza
nella lettura di una partita
che resta equilibrata. Un paio
di spunti repentini di Marta
Fantauzzi portano subito avanti
le biancorosse (16-13), ma San
Martino di Lupari trova sempre
dal suo repertorio le giocate
per tenere sotto controllo la
contesa e annullare, con i canestri
di Cignarale e Palliotto, le
accennate velleità della
Manhattan. Arrivato sul 25 a
21 ospite, il quarto ha due
sussulti finali che confezionano
il risultato prima dell'intervallo:
Callagher è micidiale
con la conclusione che vale
tre punti; Peracchia risponde
con uno spunto d'alta scuola
che disegna sul tabellone luminoso
il definitivo 25 a 28. Al rientro,
il Lupari produce uno scatto
perentorio che sorprende la
Manhattan: l'abilità
nei tiri da "tre"
di Carragher incrementa le distanze
tra abruzzesi e padovane fino
al 41 e 33, ma il match cambia
indirizzo all'improvviso e l'esito
è ribaltato dalla prepotente
rentrée del gruppo di
Mattarollo, che gioca la carta
Braida per Montagna. Peracchia,
Bergamo e la guardia udinese
mettono a segno canestri in
fila che mortificano il tentativo
di decollo del San Martino:
la rimonta sulmonese approda
sul parziale favorevole di 45
a 44. L'ultima frazione è
intensa. La Manhattan arriva
sul 53 a 47 con due canestri
da "tre" realizzati
da Braida e capitan Bergamo,
seguiti da un bel guizzo di
Ilaria Bolognese. Il quintetto
padovano, però, dimostra
di avere la personalità
e soprattutto una Callagher
precisa nelle conclusioni dalla
distanza, compreso quelle che,
a poco meno di due minuti dal
termine, portano prima il confronto
in parità (54-54) eppoi
lo volgono a proprio favore.
Nel convulso finale, la Manhattan
non è fortunata nella
gestione dei secondi preziosi
e non riesce a impedire la festa,
legittima, della capolista del
girone B.
L'esempio
Peracchia. Giocatrici
come Claudia Peracchia non hanno
bisogno dei giudizi di circostanza
e degli elogi spesi dopo una
prova condita da 21 punti personali.
Ma l'impegno, il servizio alla
causa biancorossa, le rincorse
veloci e gli spunti di qualità
mostrati nella gara persa con
Lupari ci costringono inevitabilmente
a rimarcare, ancora una volta,
il valore smisurato di un'atleta
esemplare.
Pasquale Lancia
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