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SULMONA
- Superare il Montecatini al
palasport di via 25 aprile nel
confronto di domenica prossima
- palla a due alle ore 18 -
per una conferma forse pleonastica
sul piano del risultato ma rilevante
su quello psicologico: dimostrare,
cioè, che la scivolata
nei play-out è accadimento
che c'entra davvero poco con
le qualità tecniche e
morali della squadra. La nuova
Manhattan Sulmona di coach Raffaello
De Angelis punta dunque alla
chiusura con classico "botto",
per poi proseguire nel lavoro
tattico e fisico in vista degli
spareggi salvezza. Dopo quattro
anni nei play-out (con San Giovanni
Valdarno, Athena Roma, Benevento,
Augusta, Mesagne e Trieste)
la squadra biancorossa paga
dazio ad una serie di errori,
grandi e piccoli, che ne hanno
penalizzato il cammino soprattutto
nella seconda fase. Succede.
Eppoi il passato, anche se recente,
finisce sempre per appartenere
ai ricordi, ed è stucchevole
impegnare la mente a riviverne
i passaggi. La realtà
è ora un'altra: quella
dei play-out che scatteranno
per la Manhattan dall'inizio
di febbraio. Prima, però,
bisogna chiudere bene con la
vice capolista Montecatini,
che all'andata sconfisse le
biancorosse di ben 35 punti
(con arbitri in giornata storta,
le toscane Calamai e Vannucci
in grande spolvero, l'espulsione
dell'ex allenatore biancorosso
D'Albero, le belle prove di
Ermito, nove punti, e Gomes,
15, e una "tripla"
straordinaria di Marta Vargiu)
mettendo in salita la stagione.
Il neo coach De Angelis ha impostato
il lavoro della settimana sulla
velocità, chiamando la
recuperata Marta Fantauzzi (recupero
decisivo) e la cagliaritana
Vargiu a lanciare con rapidità
il pacchetto delle ali e delle
guardie, Domanin, Isacchi (in
chiara crescita nelle ultime
due partite) e Gomes; le sorti
della squadra dipenderanno inevitabilmente,
però, dall'efficacia
delle "lunghe" Montagna,
Bellomo ed Ermito, quest'ultima
bene in fase realizzativa contro
il Sant'Orsola Sassari. Con
il dialogo e la serenità
necessarie, la Manhattan s'appresta
a giocare la seconda fase con
l'obbiettivo di dimostrare che
meritava altra sorte.
Pasquale Lancia
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