| E'
un'atleta irreprensibile dalla
professionalità esemplare.
Conserva la stessa intensità
delle partite nelle sedute di
allenamento. Anche adesso, dopo
una decade di campionati alle
spalle, in piazze prestigiose
come Bari, Pozzuoli e Palestrina.
Legarla a sé per la seconda
stagione consecutiva è
uno di quei colpi di mercato
che spostano i giudizi sulle
squadre: giocatrici come Claudia
Peracchia, infatti, non si trovano
certo facilmente sulle ribalte
della pallacanestro femminile.
Talché, dopo averne ammirato
la classe e la rapidità
dei suoi spunti, la Manhattan
basket Sulmona non poteva prescindere
dalla sua fortissima ala per
lanciare la sfida alle squadre
del nord. Laddove la tecnica
e la preparazione sui fondamentali
primeggiano sull'agonismo, almeno
secondo opinione comune, la
conferma di Claudia Peracchia
ha trovato subito un posto di
rilievo nelle priorità
biancorosse, anche e soprattutto
dopo il rinnovo di Chiara Bergamo.
Sulmona riparte dunque su una
garanzia assoluta, quella rappresentata
da un'atleta che certo non concede
nulla al gesto plateale, ai
sorrisi di circostanza e alle
ipocrisie più o meno
velate. Un'atleta che affronta
le situazioni in maniera diretta,
che parla con l'intensità
dello sguardo, e non fugge mai
dalle proprie responsabilità.
I punti decisivi della sfida
del 1 giugno scorso con il Mesagne,
a 30 secondi dalla sirena, li
ha firmati con la personalità
e la freddezza necessarie a
sfumare le insidie del rischio.
In una zona del campo, ribattezata
"mattonella Peracchia",
che sembra quasi trattenerla
e sorridere al suo passaggio,
per goderne della reattività
del gesto tecnico. Senza la
giocatrice di Roseto degli Abruzzi,
la Manhattan sarebbe stata costretta
a percorrere strade diverse
e piene d'incognite. Perdendo
anche il sorriso bello e speciale
delle persone vere.
Pasquale Lancia
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