| SULMONA
- Non c'è partita
in cui non realizza almeno dieci
punti. Almeno, perché
quando parte entra nel tabellino
con medie di livello assoluto,
rappresentando una certezza
per chi le affida il proprio
destino, sportivo s'intende.
Lo ammettiamo, quando parliamo
di Claudia Peracchia corriamo
il rischio di non essere più
attendibili, almeno in questa
sede. Ma poi ci accorgiamo che
il parere è condiviso
anche dai sostenitori della
Manhattan, che domenica scorsa
l'hanno votata migliore interprete
nella sfida con il Dueville.
E se la nostra è una
debolezza più o meno
legittima, l'omaggio dei tifosi
è un chiaro riconoscimento
alla sua forza. Diciannove punti
firmati con la solita autorevolezza,
a corredo della solita prova
di applicazione, corsa e qualità.
Già, perché quando
si parla di lei tutto appare
scontato: ha sfiancato Trieste,
colpito Senigallia e Civitanova
nei monenti chiave, bloccato
le velleità delle vicentine.
Al secondo anno con la casacca
biancorossa, non c'è
partita, a memoria d'uomo, che
la ricordi sotto traccia. Sul
parquet non nasconde nulla delle
sue prerogative tecniche, migliorate
in tanti anni giocati da protagonista
in A2. Fuori è speciale,
più bella con i capelli
sciolti e il sorriso sulle parole.
Ma questa, per la sua grandezza
senza limiti, è la nostra
piccola, personale, ammirazione.
Unica.
Pasquale Lancia |