| SULMONA
- Il suo gioco è la giusta
miscela di classe, eleganza
e concretezza. Il suo approdo
naturale è invece la
massima categoria. Perché
se dà continuità
alla sua crescita agonistica,
se lima i difetti tecnici legati
alla giovane età, difficilmente
Stefania Montagna non conoscerà
le ribalte più importanti
della pallacanestro femminile
italiana. Dopo aver giocato
una stagione importante, con
le sue luci e le sue ombre,
nella Faleria Porto Sant'Elpidio,
affrontata un mese fa con la
Manhattan e impreziosita dai
15 punti realizzati, la ventiduenne
pivot di Brindisi è arrivata
a Sulmona per la stagione della
definitiva consacrazione. Da
giovanissima, ha vinto insieme
a Ilaria Bolognese il titolo
cadetti con la squadra della
sua città, e maturato
esperienze importanti a Parma,
Taranto e Rende, prima di salire
lo stivale e mettere nel curriculum
la finale disputata contro l'Ancona
nel Porto Sant'Elpidio. Fuori
dal parquet ha deciso d'investire
nella carriera manageriale:
frequenta infatti con profitto
la facoltà di Diritto
ed Economia delle Imprese a
Cosenza, con assoluta certezza
dei propri obiettivi. Ma tra
un esame e l'altro, nelle partite
disputate finora con la Manhattan
Sulmona ha visto crescere la
media punti e la capacità
d'incidenza sulle sorti della
squadra di Mattarollo. Sabato
scorso ha firmato 11 punti nella
delicata sfida di Pesaro, lanciando
il quintetto biancorosso verso
la settima vittoria stagionale,
per non tacere dei 12 realizzati
sette giorni prima nel sabato
serale con il Monfalcone. Pivot
dalla cifra tecnica considerevole,
abbina alla perfezione altezza
ed eleganza nei movimenti. Giunta
ad un passaggio chiave delle
sue aspirazioni cestistiche,
Stefania Montagna sta giocando
molto bene le sue molteplici
carte. Avanti così.
Pasquale Lancia
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