| CESTISTICA
LATINA: Corona -, Ciavarino
2, Picchio 15, Tagliaferri -,
Mascolo -, Orazi 7, Boccoli
30, Femina -, Morgagni 14, Vigna.
Allenatore: Nevio Ciaralli.
MANHATTAN SULMONA:
Bassano 11, Fantauzzi 17, Sereno
-, Vargiu -, Domanin 10, Bellomo
6, Montagna 16, Tella n.e.,
Gomes 7.
Allenatore: Raffaello De Angelis.
ARBITRI: Cicciodicola
di Roma e Verolino di Ciampino
(Rm)
PARZIALI: 10-13;
20-36; 31-49.
LATINA - La
Manhattan Sulmona perde a Latina
(69 a 67 il finale) una partita
dai risvolti incredibili: a
pochi secondi dalla fine del
terzo quarto, una tripla di
Stefania Montagna aveva condotto
le biancorosse sul più
venti, in una frazione che si
è chiusa poi sul risultato
di 31 a 49. Un vantaggio limpido,
che ha suggellato una prova
di straordinaria qualità
del gruppo di Raffaello De Angelis.
Poi, come nelle tipiche giornate
estive, un rovescio si è
abbattuto sulla partita: fuori
Bellomo per cinque falli (ma
almeno due sanzionati in maniera
discutibile da una coppia arbitrale
che per il resto ha tollerato
l'intollerabile), fuori gioco
Fantauzzi e Montagna per infortunio,
Vargiu in panchina per onor
di firma e Isacchi a riposo
per la rottura del menisco,
la Manhattan ha subìto
un parziale di 38 a 18 nell'ultimo
quarto che ha dato alla Cestistica
Latina una vittoria insperata.
Peccato, perché le biancorosse,
con sole otto giocatrici realmente
disponibili, di cui tre giovanissime,
ha giocato la migliore partita
della stagione per tre quarti.
E lo ha fatto dinanzi a un avversario
che ha buttato sul parquet grinta
e temperamento smisurati, in
una frazione caotica dove sono
emerse la fisicità del
centro laziale Boccoli, la stanchezza
fisiologica della Manhattan
e la permissività della
coppia Cicciodicola-Verolino,
poco adeguata alla lettura di
un match diventato aspro e spigoloso.
Per il resto, ancorché
difficile da digerire, la sconfitta
va analizzata con la serenità
che il gruppo sulmonese ha acquisito
con l'arrivo di De Angelis:
così, vanno valorizzati
i tanti aspetti positivi del
pomeriggio pontino, dall'efficacia
del gioco, alle prove della
quindicenne Jessica Bassano
(11 punti e un paio di canestri
centrati con spunti di qualità
cristallina), di capitan Montagna
e Marta Fantauzzi, migliore
realizzatrice biancorossa e
in grande spolvero prima del
colpo subìto alla coscia
che l'ha esclusa dal confronto
nei momenti decisivi. Bene anche
Bellomo (suo il canestro del
21 a 10 che ha lanciato Sulmona
nel secondo quarto), Gomes e
Domanin (i punti del 54 a 37
che sembrava potessero indirizzare
la partita), ma onore e merito
anche al Latina di Nevio Ciaralli,
che non ha mai abbandonato l'idea
della rimonta e l'ha coronata
con lo spunto di Eleonora Picchio
all'ultima azione.
La nota: Si
perde per i propri errori, e
per i meriti dell'avversario.
Ci preme ribadirlo all'inizio,
così da non lasciare
ogni dubbio sulla correttezza
e la sportività di un
gruppo di dirigenti che in lungo
e largo per l'Italia ha fatto
sempre apprezzare la Manhattan
e Sulmona. Che gioca in Toscana
(Lucca, Pisa, Montecatini e
Ghezzano) e trova arbitri toscani,
che vola in Sardegna e trova
arbitri sardi o romani; che
gioca in casa, e trova arbitri
romani (il più delle
volte), marchigiani, molisani,
pugliesi e perfino un direttore
di gara inviato da Trento. Scelte
legittime, operate con criteri
che non discutiamo. Quando sono
bravi, e ve ne sono, e anche
quando sbagliano come sbagliano
allenatori nelle scelte e giocatrici
nelle giocate, gli arbitri rappresentano
una componente essenziale e
importante in questo come in
tutti gli altri sport. Ma più
rispetto (e meno indolenza),
più attenzione e più
aderenza al regolamento quelle
sì, le pretendiamo; sommessamente,
ma le pretendiamo. In casa e
fuori .
Pasquale Lancia
Manhattan basket Sulmona |