| MANHATTAN
SULMONA: M. Fantauzzi
8, G. Fantauzzi 3, Bergamo 4,
Bolognese 9, Braida 14, Domanin
n.e., Bellomo n.e., Montagna
6, Peracchia 5, Della Penna
n.e..
Coach: Daniele Mattarollo.
GINNASTICA TRIESTINA:
Umani 6, Pitacco n.e., Bisiani
12, Furlan 12, Accardo 9, Corsi
2, Gantar 10, Esposito 1, A.
Policastro 3, Pietranich -.
Coach: Drazen Grbac.
ARBITRI: Tosi di Recanati
(Mc) e Pinciaroli di Macerata.
PARZIALI: 12-15; 29-31;
40-38.
SULMONA - I
quarti di finale risultano fatali
alla Manhattan Sulmona, costretta
a lasciare la ribalta alla Ginnastica
Triestina che fa festa al Palasport
dopo il 55 a 49 della gara 3.
Partendo da un migliore piazzamento,
la squadra biancorossa non è
riuscita a sfruttare la "bella"
sul parquet di casa: le friulane,
per niente fiaccate dall'estenuante
viaggio di giornata, hanno capitalizzato
le prove di Accardo e Gantar
(19 punti in due), capaci di
sostenere il lavoro complessivo
di Bisiani (non pervenuta domenica
scorsa) e della straordinaria
Furlan, che ha talento puro
e può ambire legittimamente
a salile di categoria. A penalizzare
il disegno della Manhattan sono
intervenute una serie di variabili,
dai moltissimi palloni regalati
alle avversarie alla giornata
un po' così di Peracchia
(mai con percentuali realizzative
così basse) e Bergamo,
per non tacere delle difficoltà
palesate in fase difensiva.
La squadra di Daniele Mattarollo
ha brillato solamente nel terzo
quarto, proprio quando capitan
Bergamo ha acceso la luce con
due conclusioni a canestro tipiche
del suo bagaglio tecnico; ma
ad onor del vero ha patìto
oltre misura un interlocutore
che è sembrato possedere
più risorse. A nulla
sono valse le quattro "perle
" da 3 di Sara Braida e
la solita, encomiabile, applicazione
di Ilaria Bolognese: a livello
collettivo la Manhattan ha iniziato
col freno tirato la partita,
e non è riuscita a tirar
fuori dal suo repertorio le
qualità per superare
Trieste in una gara rimasta
in bilico fino al cuore della
frazione conclusiva. Peccato,
perché il gruppo sulmonese
aveva la possibilità
di sfidare in semifinale la
Caffè Mokambo Chieti,
dopo un girone di ritorno giocato
con medie inferiori soltanto
alla capolista del girone B.
Ora tocca al quintetto di Drazen
Grbac lanciare una sfida difficile
alle neroverdi, che pur non
scendendo da Marte paiono avere
impercettibili punti di debolezza
per mancare la vittoria finale
del torneo e del concentramento
d'inizio giugno. Ma nello sport
non si sa mai.
Pasquale Lancia
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