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30/10/2008 Sulmona, vittoria della qualità
 

Si vince con le proprie qualità, anche soffrendo. Si vince perché, per scelta, si punta su un giusto dosaggio di giocatrici esperte e giovani (Bassano ha sedici anni, Puccilli diciotto). La Manhattan, in buona sostanza, s'impone mettendoci molto del suo, com'è successo con Civitanova, Monopoli e da ultimo con Pescara. Perché se la rimonta pescarese nel finale di partita è merito esclusivo delle adriatiche e i punti guadagnati nel supplementare dalla Manhattan demerito sempre delle pescaresi, allora è vero anche il contrario: e cioè che il recupero dell'Adriatica è frutto esclusivo del calo di tensione del Sulmona, come i tiri liberi guadagnati nel finale sono un merito delle biancorosse, che li hanno cercati e, soprattutto, realizzati con precisione. La vittoria della Manhattan è, alla riprova, la tara tra i propri pregi e i propri difetti, con i primi nettamente prevalenti. La squadra è forte, ma soprattutto serena: è un blocco unico tra giocatrici, allenatore e società, che le consente di leggere al meglio situazioni difficili e ingarbugliate come i cinque minuti in più di Civitanova e Pescara. Gioca concertando le proprie iniziative, arricchita da una play di qualità cristalline come Zanierato e da un centro di livello come Felicella, che pur non ancora al top della forma, dispensano giocate e colpi di pregio nei momenti che contano. Una squadra che ha scoperto la precisione balistica di Nicoletta Campisi, stoccatrice di punta, interprete di un grande inizio di stagione. Tre vittorie consecutive sono una premessa incoraggiante per il difficilissimo confronto di domenica prossima con il Bari, sconfitto sì a Senigallia, ma formazione forte e in grado di volgere a proprio favore ogni momento del confronto. Sarà una bella partita.

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